DESCRIZIONE

DELLA CHIESA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


LA STORIA

LE ORIGINI - IL CINQUECENTO

  La parrocchia che i maceratesi comunemente chiamano di S. Croce era dedicata all' Immacolata Concezione e la chiesa, alla quale fino al secolo scorso era annesso un convento francescano, in origine era detta della Pietà Nuova.

Il primo insediamento a carattere religioso sul colle di S. Croce risale all'inizio del XVI secolo quando qui si trasferirono i Frati Minori della Regolare Osservanza (detti anche Zoccolanti perché calzavano semplici zoccoli di legno) provenienti dall'antico convento di S. Maria della Pietà tuttora esistente lungo via dei Velini. Secondo uno storico ottocentesco tale trasferimento sarebbe avvenuto il 4 ottobre 1505 ma è molto probabi­le che ciò non si realizzò in un solo giorno. Tuttavia già all'inizio del 1507 il trasferimento doveva essere avve­nuto perché il Comune decretava di demolire il vec­chio convento.

Gli Osservanti erano giunti a Macerata, provenienti da Forano, intorno al 1455 fortemente voluti dal Consiglio Comunale che fin dal 1426 restò favorevolmente colpito dall'opera svolta in città da S. Giacomo da Monteprandone (meglio conosciuto come S. Giacomo della Marca)1.      Il convento  di  S. Maria della Pietà, costruito tra i 1451 e il 1455 vicino all'omonima chiesa benedettina risalente al 1321, ben presto risultò insuffi­ciente alle esigenze dei venti frati che, secondo la testimonianza di un cronista del XVI secolo, vi erano insediati, soprattutto a causa della poca salubrità del luogo.

Il nuovo convento, costruito con le offerte di molte nobili famiglie maceratesi, tra le quali gli Ulissi i Palmucci e i Floriani, e per interessamento dell'allora Legato della Marca, il cardinale Alessandro Farnese (papa dal 1534 al 1549 col nome di Paolo III), sorse sul colle ad ovest di Macerata e divenne ben presto un importante polo di attrazione culturale e assistenziale, tenuto in gran conto dal potere civile che lo sussidiò continuamente (il 28 dicembre 1584, per esempio, i frati chiesero dei letti al Comune che molto probabilmente li fornì). Per conoscere le forme di questo primo insediamento abbiamo a disposizione solo alcune vedute della città di Macerata risalenti al XVII secolo. Qui vennero insediati importanti Studi di Filosofìa e di Teologia che videro affluire numerosi frati da tutta la regione.

Intorno al 1533 arrivò p. Battista (o Giovanni Battista) Frontone (Macerata ? - Cingoli 1542), missionario e Custode di Terra Santa, che portò in dono una reli­quia della Santa Croce di Gesù2. Da quel momento il convento, che era dedicato a S. Francesco, cambiò nome divenendo per tutti il Convento di Santa Croce e la devozione alla santa reliquia si diffuse in tutta la zona entrando nella pietà popolare3.      L'importanza del convento è testimoniata anche dal numero dei frati  presenti     (16 nel 1560, 18 nel 1572 e 31 nel 1600) e dai Capitoli dell'Ordine che qui si svolsero (andati a vuoto i tentativi di farvi svolgere i Capitoli Provinciali del 1524 e del 1530 vi si tennero quelli del febbraio 1546, del 1573 e del gennaio 1585).

I Floriani elessero la chiesa a tempio di famiglia finanziandovi molte opere d'arte e collocandovi la propria sepoltura. Nel 1530 Alessandro commissionò a Bastiano Acciaccaferri da Sanseverino il coro della chiesa, terminato nel 1535 dal figlio Domenico, e giudicato dai contemporanei "bellissimo". Dal testamento di Pietro Paolo (Macerata 1584 - Ferrara 1638), uomo d'armi e architetto militare, veniamo invece a sapere che una Resurrezione, dipinta intorno al 1560 da Tiziano Vecellio, doveva essere collocata in S. Croce (non sappiamo se ciò avvenne e che fine abbia fatto quest'opera). Sappiamo invece che il suo corpo, insieme a quello del padre Pompeo, anch'egli architetto militare, venne qui sepolto nella tomba realizzata nel 1630 dallo scultore maceratese Domenico Rotella su disegni dell'architetto ticinese Antonio Ossucci

Tra il 1545-46 e il 1570 gli Osservanti furono sostituiti in S. Croce dai cosiddetti Riformati che operarono i primi restauri, e forse anche ampliamenti, del convento.

 

________

note:

  1.  S. Giacomo della Marca (Monteprandone 1394 - Napoli 1476) il 24 marzo 1426 operò il suo primo miracolo, guarendo un giovane muta, proprio nella piazza del mercato di Macerata.

  2. conservata fino a qualche decennio fa nell'apposita lipsoteca sul muro sinistro del presbiterio prima di andare smarrita. Secondo L. Paci fu portata via dai francescani quando lasciarono il convento. Con essa si benedicevano i campi nella festa della Santa Croce il 13 maggio.

  3. Non era raro, fino a qualche tempo fa, vedere nei campi delle croci di canna, infisse il 13 maggio, con in cima rametti di olivo benedetti la Domenica delle Palme o nella ricorrenza di S. Pietro Martire il 29 aprile. La croce più grande veniva poi collocata sulla bica (i covoni di grano accatastati per la trebbiatura) eretta in mezzo all'aia. Anche molti proverbi e canti popolari della zona ricordavano un tempo questa devozione.